Giansino, non credo neanche di essere riesumata. So solo che le voglie si misurano con il tempo, che vanno, che vengono, che cambiano. Che il resto è lavoro. E io voglio esserci per piacere. Verrò a trovarti.
Fb non mi avrà e io non avrò lui. Non ho usato scuse di lavoro. Ho detto che non voglio che questo diventi un lavoro, nel senso di sentirsi costretti. Non credo di dovermi giustificare. Cerco di fare scorrere le cose della vita nel modo più fluido.
Il Vostro ritorno, pur non donandoci la felicità assoluta, ci rallegra. Particolarmente poi nell'apprendere che non trattavasi di problemi salutari, tutto il resto rimane solo complementare. Qui da noi si apprezzano anche i piatti di lumache
Grazie metro. Sai, ti ho aspettata senza scandenza, un po' come quelle storie d'amore che non finiscono mai. Un po' come tutte le cose belle della vita, che se finiscono o no, ti lasciano dentro qualcosa di unico.
Curioso come io non voglia scendere da questo vagone. Quando metro mi invitò a salire, confesso che fui preso subito da entusiasmo. Non so nemmeno se lo fece per una sorta di compassione o se invece fosse un attestato di stima. Di tempo ne è passato, un anno, poco più, poco meno. Un viaggio, una salita in compagnia di sconosciuti, che non ho conosciuto e con i quali pure ho condiviso tanto. Quanto ? Voi nemmeno lo immaginate probabilmente. Cari amici sconosciuti, tra queste pagine io ho trascorso sogni, desideri, lacrime, sorprese e inaspettati ritorni. Ho conosciuto simpatia e devozione verso uno strano treno, che ci accompagnava tutti mese per mese. Nel mio mondo, così parco di parole e di pensieri, dove a volte avrei solo voglia di urlare, questo è stato un posto dove meditare, serenamente, anche piangere, volare e sorridere. Ecco perché guardo queste porte, aspettando che qualcosa accada, anche se è nei sogni che ho sempre trovato me stesso, come un gabbiano non può volare nell'acqua, io volo nei miei sogni, nella mia musica, nei miei desideri. Nel mio amore eterno ed impossibile, come una porta che non si chiude mai, come una porta incantata, che non sai attraversare.
Uno grazie davvero per aver colto quel senso di "insieme" che aveva animato questo piccolo esperimento di condivisione. Quella fase, così come immaginata, temo sia ormai finita. Ma non è finita invece la voglia di provare ancora a condividere. Qui, su questo treno metropolitano. Si tratta di trovare il modo giusto. A presto, promesso.
IL senso dei blog è proprio quello della metropolitana:sisalesiscendesicorresiperde per un pelo ma poi ti riaprono le porte e non lo perdi.Quel treno.Anche io salgo e scendo, scappo talvolta su fb ma anche se fantasmaticamente ci sono sempre, silenziosa come un'ombra.Chi entra nei blog ci sarà sempre.Non ne puoi fare a meno.E' un modo di vivere .perché dietro quei blog ci sono le persone .Siamo noi riflessi in altri.E non ci si può abbandonare.Non del tutto.E' come rinnegare una parte di noi, della nostra vita.Ma quando vi ritorni ,è come reincontrare un vecchio amico dopo tanti anni.Sembrano non essere passati.E ci si racconta nel solo modo che sappiamo:attraverso le parole, leggendole con la nostra voce,leggendo parole di altri con altre voci ma che diventano nostre. Ciao Metro. MK
23 le vostre impronte:
io lo sapevo che tornavi, prima o poi. Bello riaverti. :)
Grazie patè, tutta colpa vostra
Felicissimo per il tuo ritorno, tuttavia una cosa devo dirla: di riesumare blogger svogliati oramai sono stanco. Se vorrai sai dove trovarmi.
Giansino, non credo neanche di essere riesumata. So solo che le voglie si misurano con il tempo, che vanno, che vengono, che cambiano. Che il resto è lavoro. E io voglio esserci per piacere. Verrò a trovarti.
Dilla tutta sei passata su fb e non ti frega di altro. Il lavoro, poi è una scusa pessima.
Dimenticavo: vieni a trovarmi solo se hai voglia, altrimenti sarò terribile.
Fb non mi avrà e io non avrò lui.
Non ho usato scuse di lavoro. Ho detto che non voglio che questo diventi un lavoro, nel senso di sentirsi costretti. Non credo di dovermi giustificare. Cerco di fare scorrere le cose della vita nel modo più fluido.
Allora ci capiamo meglio, ho volutamente esagerare per capire meglio le sfumature. ora tutto mi è più chiaro. Scusa i metodi.
bentornata! meglio non prendersi impegni qui, però ogni tanto scrivi qualcosa. Ci fa piacere.
grazie Clay, bentrovato a te. saprò trovare il modo. a presto
Don't ever, ever, ever call me crazy. (semi-cit.)
e che so' Lucy io? (semi-cret.)
Il Vostro ritorno, pur non donandoci la felicità assoluta, ci rallegra.
Particolarmente poi nell'apprendere che non trattavasi di problemi salutari, tutto il resto rimane solo complementare.
Qui da noi si apprezzano anche i piatti di lumache
Grazie metro.
Sai, ti ho aspettata senza scandenza, un po' come quelle storie d'amore che non finiscono mai.
Un po' come tutte le cose belle della vita, che se finiscono o no, ti lasciano dentro qualcosa di unico.
Curioso come io non voglia scendere da questo vagone.
Quando metro mi invitò a salire, confesso che fui preso subito da entusiasmo.
Non so nemmeno se lo fece per una sorta di compassione o se invece fosse un attestato di stima.
Di tempo ne è passato, un anno, poco più, poco meno.
Un viaggio, una salita in compagnia di sconosciuti, che non ho conosciuto e con i quali pure ho condiviso tanto.
Quanto ?
Voi nemmeno lo immaginate probabilmente.
Cari amici sconosciuti, tra queste pagine io ho trascorso sogni, desideri, lacrime, sorprese e inaspettati ritorni.
Ho conosciuto simpatia e devozione verso uno strano treno, che ci accompagnava tutti mese per mese.
Nel mio mondo, così parco di parole e di pensieri, dove a volte avrei solo voglia di urlare, questo è stato un posto dove meditare, serenamente, anche piangere, volare e sorridere.
Ecco perché guardo queste porte, aspettando che qualcosa accada, anche se è nei sogni che ho sempre trovato me stesso, come un gabbiano non può volare nell'acqua, io volo nei miei sogni, nella mia musica, nei miei desideri.
Nel mio amore eterno ed impossibile, come una porta che non si chiude mai, come una porta incantata, che non sai attraversare.
ah che bello tornasti! ti aspettavo...
Uno grazie davvero per aver colto quel senso di "insieme" che aveva animato questo piccolo esperimento di condivisione.
Quella fase, così come immaginata, temo sia ormai finita.
Ma non è finita invece la voglia di provare ancora a condividere.
Qui, su questo treno metropolitano.
Si tratta di trovare il modo giusto.
A presto, promesso.
Frutta grazie!
ancora un po' di pazienza, sono alla ricerca della giusta via che mi si addica per stare qui
Spero tutto bene per te.
Hola hermano ^^...bentornato
Tornata anche io... c'è chi va e chi viene, la vita è questa.
Saluti distinti, anche se credo non si distinguano proprio da niente :)
Alessandra
IL senso dei blog è proprio quello della metropolitana:sisalesiscendesicorresiperde per un pelo ma poi ti riaprono le porte e non lo perdi.Quel treno.Anche io salgo e scendo, scappo talvolta su fb ma anche se fantasmaticamente ci sono sempre, silenziosa come un'ombra.Chi entra nei blog ci sarà sempre.Non ne puoi fare a meno.E' un modo di vivere .perché dietro quei blog ci sono le persone .Siamo noi riflessi in altri.E non ci si può abbandonare.Non del tutto.E' come rinnegare una parte di noi, della nostra vita.Ma quando vi ritorni ,è come reincontrare un vecchio amico dopo tanti anni.Sembrano non essere passati.E ci si racconta nel solo modo che sappiamo:attraverso le parole, leggendole con la nostra voce,leggendo parole di altri con altre voci ma che diventano nostre.
Ciao Metro.
MK
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