martedì 1 giugno 2010

PER GIUGNO 2010 RACCONTATECI CHE...



Apro gli occhi e mi guardo intorno, non capisco dove sono.

Non è il mio letto, non è casa mia.

Mi alzo per andare in direzione della luce che viene da sotto la porta.

La apro e...

44 le vostre impronte:

Fracatz ha detto...

.. sì non sono a casa mia, troppa luce artificiale, catz (eureka) ma allora ci sono riuscito aveva ragione il buon vecchio Aureliano che dovevo insistere con gli esercizi perchè mi vedeva ottimamente predisposto: ero riuscito ad attraversare la parete e penetrare nella casa della mia vicina, per ora passando dalla stanza da letto ove la parete è di soli 5 centimetri, ma in futuro...

patèd'animo ha detto...

..Fiamme in tutta la stanza.
Ma non vi pare di avere esagerato col flambè??

KitKat ha detto...

lei era lì, nuda, distesa sul divano, una sigaretta tra le dita di una mano penzoloni. sbuffava cerchietti di fumo canticchiando una canzone degli anni 50

nic ha detto...

A via di cambiare case e letti finirò per perdere quel po' di identità che mi resta.
Apro gli occhi: al di là di una porta socchiusa vedo filtrare una lama di luce chiara. Mi sembra di sentire delle voci: esattamente due voci femminili che si assomigliano in maniera inquietante.
Mi alzo cercando di non far rumore, mi avvicino alla porta e provo a spiare: nel soggiorno, illuminato da due faretti paralleli, ci sono due gemelle che si fronteggiano a muso duro. Non riesco a capire il senso di quello che dicono, ma non ci avrei fatto caso comunque: quelle due donne sono me.

metropoleggendo ha detto...

e lo sapevo io nic... (sono contenta)

lauracanta ha detto...

...e vedo me stessa rannicchiata nel mio letto di bambina.
mi riconosco dai capelli lunghi biondi sparsi sul cuscino.
dalle ciabattine ai piedi del letto.
dal respiro profondo e regolare ed il viso piccino di me a 12 anni profondamente addormentata.

ed io, a trent'anni, di che materia sono fatta?
guardo le stesse mani che a me accanto sono piccine,e poi le mie dalle dita lunghe e nervose.

mi avvicino a me bambina e con un soffio di vento bacio me che dormo.
ti prometto che ti vorrò bene, bambina mia, che avrò rispetto della tua vita e della tua gioia.

(ehm, ma cosa diavolo mi è venuto in mente...)

lauracanta ha detto...

incredibile, due commenti della stessa materia...

metropoleggendo ha detto...

evviva Laura cantò!

Anonimo ha detto...

Una voce mi chiama Vieni Fanzi.Vado piano verso la porta, infilo i piedi nudi in quella lama di luce. So che se uscirò dai confini e calpesterò l'ombra, qualcosa di buio arriverà a ghermirmi

Fruttacandita ha detto...

entro in una stanza calda, accogliente, i muri sono dipinti di giallo e quattro grandi finestre che lasciano intuire la presenza di un bel giardino curato.
Nel mezzo una tavola apparecchiata finemente, la colazione pronta. mi siedo e il cuscino della sedia mi accoglie come un abbraccio. Aspiro il profumo del caffè, prendo una tazza bianca, la giro: Limonge. Lo sapevo, pensai, si riconoscono lontano un miglio.
Versai il caffè, due cucchiai di zucchero che girai con un cucchiaino che si scaldò all'istante, rivelando così la lega preziosa che lo componeva.
"Ben svegliata" una voce maschile dietro di me mi fece trasalire
"Grazie" risposi impaurita
"L'ho trovata stanotte, per strada, era svenuta. Ho pensato di portarla a casa mia."
"Ah... davvero? Non ricordo" dissi distante, preoccupata "Lei è il signor?" chiesi formale
"Pietro, Pietro Carlucci. E lei è la signora?"
"Io... io mi chiamo... oh, non ricordo più come michiamo..."

la saliva del flauto ha detto...

...e nel toccare la porta mi accorgo che è tutta sudata,deve avere fatto un brutto sogno penso, la guardo per cercare di carpire qualcosa dal suo sguardo ma lei rimane lì immobile,blindata... non ha segni di violenza,le mie carezze non sono sufficienti,provo a preparare un decotto do olio cotto, di solito funziona, è che glielo dico sempre di non stare al sole dopo le 11 e fino alle 17,ma lei no è testarda come un rovere e vanitosa come un carpino, riprovo a parlarci,cerco di farla uscire dal suo g-uscio,ma non c'è verso,anzi si,cambio verso,torno dentro e mi pare già un altra...
:)

Gians ha detto...

E'vedo la mia vita, altro che spiragli di luce, solo risvegli bui come il sonno privo di bei sonni, solo il risvegliarsi di giorni uguali ai precedenti. Stordito da una vita che si fa carico di mille altre, nella vana speranza di raddrizzare queste senza badare alla propria. Strana mattina a risvegliarsi egoista, alcune cose in questo modo di fare potrebbero anche darmi soddisfazione, ma poi al momento del sonno, tutto questo mi porterebbe all'insonnia.

sblog ha detto...

...urlo _la volete spegnere 'sta luce!_

bellavita ha detto...

Grazie. ;)

Ubi Minor ha detto...

...e cazzo, sono nel racconto di aprile!

Mau ha detto...

eppure mi sembrava di averle spente ieri sera.
andiamo a vedere un po' in giro se è tutto normale.
scendo le scale per andare al piano di sotto ed anche li tutto acceso. Devo essere proprio rincoglionito per non essermi accorto di aver lasciato tutte queste luci accese.
Sento un rumore provenire dalla cucina. Che ci sia un ladro?
Andiamo a vedere.
Apro la porta e....

ilanio ha detto...

e la luce improvvisamente si spegne. Cazzo... Aspetto un attimo che gli occhi si riabituino alle tenebre ma il buio rimane nero e fitto. Che fare? La me bambina mi consiglia di tornare a tentoni al letto e rimettermi sotto le coperte, dormire fino a domattina sperando di svegliarmi dove mi ero riaddormentata ieri sera. Ma visto che ho trentanni mi faccio coraggio e cerco la porta, la apro del tutto e scivolo sul muro a cercare l'interruttore. Spero solo sia all'altezza giusta.
....No! smettila di pensare a quella zampa viscida che si tende verso di te e tra poco ti tocca. Smettila di pensare ai ladri nascosti con un coltello in mano. Smettila anche con la storia degli alieni con gli occhi a raggi ultrarossi che ci vedono troppo bene al buio, piu' dei gatti. Perche' invece non accendi quel lato razionale di cervello che ti verrebbe tanto utile a mantenere la calma?
Eccolo! L'interruttore! Click... click... clickclickclick!!!
Porca merda e' saltata la luce...

fiorettolo ha detto...

Adesso al di la di questa fessura luminosa lei si starà profumando, nuda, con due gocce di Channel numero 5, dubbiosa se infilare o meno quella sua camicia da notte di seta color carne che la copre in modo elegante ed esalta le sue forme, in fondo sa già la fine che farà, quanti secondi appena potrà restar su a far parte della rappresentazione. Si la metterà, certo, è un elemento importante nel gioco delle parti e nella seduzione… non vedo l’ora! Chissà cosa lei immagina e quanto è studiata tutta questa attesa, quanto di necessario ci sia e quanto di calcolata pausa per lasciarmi qui a ‘cuocere’… magari è una necessità o solo un modo per donarmi un ritmo lento, di pazienza, preliminare ai preliminari… oh-ddio, trepido, non posso più aspettare!
“Scusa se ti ho fatto attendere.”
Nessun sogno ad occhi aperti poteva immaginarsela così bella.

fiorettolo ha detto...

Fessura luminosa…
quanto sei pericolosa?
Il mondo al di là solitamente conservato potrebbe ora venir contaminato,
tutto sbagliato, tutto sprecato ed io… ho pagato!
I mostri batterici aeriformi condurranno verso la marcescenza ogni cosa su cui poseranno il loro fetido alito e noi, noi dovremo trovare un’altra maniera di nutrirci, poiché quella è ormai andata, dimenticata, persa.
“E dai caro, smetti di fissare il frigorifero aperto, ti ho già chiesto scusa, lo so che la porta va spinta bene altrimenti non si chiude, ma non l’ho fatto apposta… non essere afflitto, non ti arrabbiare.”
Col sorriso appena laterale, ma con la leggerezza che contraddistingue il loro amore:
“Arrabbiarmi? Stasera pizza, ti stai preparando per me, sei carina da morire, mi porti fuori, paghi tu… afflitto? Potrei essere mai più felice?”

fiorettolo ha detto...

Una scena che mi ricorderà sempre: “Extraterrestre portami via…”…sarà venuto per me?
Chissà quale strano mostro si nasconde al di la della porta e in quella luce, numerosi tentacoli l’avvolgono e son pronti a catturarmi per succhiare il mio cervello …cavoli, proprio ora che ho mangiato il mio piatto preferito… patatine fritte!
Si appresta, sarà immenso, non ho più via di scampo…
“GaTo!”
“Oh! … ma che spavento!”
“AHAHAH!” risata argentina e incontrollabile di uno scricciolo che salta e saltella, o forse è meglio dire il giusto: traballa incerto sulle zampette infagottate nella tutina per la notte.
La mia adorata frugoletta, non ho mai visto nulla di più bello al mondo e quanto ci piace la nostra rivisitazione dei Monster’s & co.

chiaramt ha detto...

il sole entra da quna finestra spalancata. La luce è così forte che non riesco a vedere cosa ci sia altro. Camminando a piedi nudi sento il pavimento freddo e piacevole sotto di me, man mano che mi avvicino aumentano i rumori provenienti da fuori, sembrano grida, sono parole, ma il sonno ancora pesante che mi ha portato via da me stessa, non mi permette di capire chiaramente cosa sia. Un passo ed un altro ancora. Copro con la mano destra gli occhi, cercando riparo da quella luce sempre più forte che non mi permette di vedere, intanto riesco a capire cosa sentono le mie orecchie. Arrivo al davanzale della finestra, un immenso giardino verde si estende davanti ai miei occhi, ed intorno ad un alto pino marino giocano dei bambini. I loro abiti leggeri, le risate e il loro correre mi donona pace e mi fanno sorridere. Continuo a guardare e riconosco qualcosa di familiare nella bambina più piccola, quella con le lunghe trecce ed il vetitino giallo. Le sue guance, gli occhi scuri e quel vociare. Sono io.

nicbellavita ha detto...

Metro, ma tu, di te, non dici mai niente?
A volte ho come la sensazione di conoscerti, ma non ne sono sicurissima.
;)

metropoleggendo ha detto...

no nic, questo è solo uno spazio di sfogo libero intorno a un tema. i pezzetti di me sono nei commenti sui blog altrui: pezzetti tendenzialmente scherzosi, sfottò e lievi. come me insomma.

Anonimo ha detto...

prova

metropoleggendo ha detto...

chi è che prova con successo?

Anonimo ha detto...

mi accorgo subito di essere morto.
Dinanzi a me una infinita distesa di nuvolette bianche inondate da una luce calda, intensa.
Su di esse, uomini e donne, vestiti di bianco, si muovono leggeri.
Tranquillità, serenità.
Vinco l’iniziale paura e dico a me stesso: “si sta bene qui, si sta veramente bene. Meno male!”
Mi guardo intorno e vedo una grande folla su una nuvoletta poco distante.
Curioso, decido di avvicinarmi.
Non l’avessi mai fatto.
Mi imbatto in Berlusconi, vestito di bianco e con bandana bianca, che spara raffiche di cavolate al popolo delle libertà in delirio.
In preda allo sconforto urlo: “Nooooooooooooooooo!”
Precipitosamente salto giù dalla nuvoletta.
“Meglio l’inferno!” , penso.
Un lungo placido volo ed un morbido atterraggio in un verde prato al limitare di un bosco.
Anche qui c’è una gran folla.
Un simpatico vecchietto mi viene incontro per chiedermi: “Fuggito dall’inferno?”
“si, si, siiiiiiiiiiiiiiiii!” rispondo felice.
(breddy)

nicbellavita ha detto...

In effetti mentre scrivevo, ieri, pensavo che tracce di te le lasci, nei commenti. Però mi son messa in testa che ti conosco. :)

Gians ha detto...

Metro, ti lascio un bacio così, senza nessun fine ultimo. Solo una cosa.. io ti ho mai chiesto di inviarmi una mail? ;)

metropoleggendo ha detto...

non mi pare Gians, non mi pare.
baci senza fine. né ultimo né penultimo.

Ella Winter ha detto...

EH????

essere disgustoso* ha detto...

c'è gesù in bagno che, scocciato, mi chiede di richiudere la porta invocando il rispetto della privacy.

Emix ha detto...

vedi gli sceneggiatori di lost legati ad una sedia, imbavagliati e col viso tumefatto, tenuti sotto tiro da uno squilibrato vestito come John Locke e armato fino ai denti.
L'aguzzino ti fissa.
Tu lo fissi.
Nessuno dei due dice una parola.
Guardi gli ostaggi, si dimenano, guardi il cesso, hai come un colpo di genio e deduci di essere al cesso, ti accerti che ci sia la carta igienica, giù i pantaloni e caghi beatamente.
Gli ostaggi hanno smesso anche solo di guardarti con speranza e capiscono di essere morti.
Il loro aguzzino ti guarda stupefatto, tu guardi se nel mobile accanto c'è per caso una rivista.
C'è.
Ti pulisci il culo sfogliando il catlogo ikea del 2009 e vai via, senza dimenticarti di usare lo sciacquone.
Chiudi la porta, ti rimetti a letto.
Pensi:
"Che sogno fichissimo".

metropoleggendo ha detto...

Grimi, pensa che io sono altrove, sotto una cappa di caldo grigio che pare nord e invece è sud, e non vedo l'ora di tornare!

disicurorido ha detto...

...vedo lui venire verso di me con la colazione mentre mi chiede di tornare a letto. Ma lui chi?

XLS ha detto...

In ogni metrò ci sono pezzi di società, ogni pezzo una storia, ogni pezzo un mondo.. Non sei d'accordo? Grazie del passaggio, ripassa da me se e quando vuoi.
Un saluto.

Alberto ha detto...

Non so nemmeno che ore siano, e non riesco a capire se sia giorno o notte. Oltrepasso la porta e... mi ritrovo su un palcoscenico...

Arci ha detto...

chi stronzo ha lasciato la finestra del corridoio spalancata?

Pupottina ha detto...

... mi accorgo che c'è un alieno che guarda nel mio frigo ... poi se ne va portandoselo via ... domani mi toccherà comprarne uno nuovo e rifare la spesa ;-)

Aly ha detto...

...E scorgo lui che fa colazione, anche se l'orologio segna mezzogiorno passato. Lui, conosciuto per caso, lui con cui c'è stata subito attrazione. Ma non era attrazione. Era colmare un vuoto reciproco, lasciatoci ad entrambi da due stronzi. Sì..quello era l'unica cosa che sapevamo di entrambi: il vuoto, il vuoto profondo che due esseri umani ci avevano lasciato di punto in bianco, con i soliti motivi banali e scontati..

Topper ha detto...

Genio sarà Saramago.
Dio non esiste.
Io non desisto.

metropoleggendo ha detto...

La prima mi trova d'accordo.
La seconda di sicuro.
La terza mi rallegra. Assai.

nicbellavita ha detto...

Metro, i tuoi racconti saranno sempre più ricchi di spunti e di difficoltà. ;)

Anonimo ha detto...

e... realizzo di essere in albergo e di avere una memoria ridicola, poi penso: cazzo mi sono dimenticato la luce accesa.. ma allora è proprio vero che predico bene e razzolo male! La spengo ma ormai amareggiato da me stesso non riesco più a prendere sonno e così comincio a valutarmi, mi spicanalizzo alla Freud entrando nel panico più totale. E ora che faccio alle...(guardo l'ora)3,33 di notte? Chiamo Esmeralda, lei saprà fare un po' di luce in tutto questo caos! Compongo il numero, vai suona! Risponde, dalla voce sembra sveglia. Dico: Ciao, sono io scusa l'ora ma..sì insomma..cioè..ti ho svegliato? No..Sì.. Penso: bene questa me sa che sta più confusa di me! Abbiamo conversato a lungo finche entrambi abbiamo esaurito il credito senza risolvere il caos. Però è stato bello risentirla e dopo aver pianto per l'emozione e per la confusione mi sono riaddormentato.

metropoleggendo ha detto...

Caro snobimo, giugno è ormai solo un bel ricordo di inizio estate. Ormai siamo soffocati dall'ozio e dai vizi di agosto. Ti aspettiamo a settembre. Saluti a esmeralda.